Programmi

2005

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Presentare il festival. operazione complicata se non si vuole cadere nella più scontata retorica, a questo punto non mi resta che parlare col cuore.

Un nuovo e imprevedibile avvenimento accadrà, un'altra semplice, possibile occasione per percorrere viaggi immaginari con l'uso pretestuoso del reale, per dare una forma visibile al riflesso della nostra anima.

Immagini alla ricerca di nuove identità, di nUOVe intime convinzioni, là dove la necessità ti spinge verso una possibilità che è altro nel rispetto e nell’interazione col proprio vissuto. Con la comunità, con il reale.

Un reale troppo spesso suggestionato e condizionato da eventi assurdi e incomprensibili, delle nuove migrazioni, dalle nuove geografie, da nuovi ideali che il mondo moderno ci detta con quali non riusciamo ad adattarci.

Immagini che si fanno coscienza e poesia, immagini del nostro racconto necessarie per soddisfare il nostro bisogno di essere, assorbire dalle pietre di Montone, che ogni anno le restituisce ai nuovi viaggiatori.

Montone, luogo necessario, enclave in esilio da un mercato che non gli appartiene, che la costringe ad una

clandestinità riconosciuta ed istituzionalizzata.

Molte sono le domande che ci poniamo, ma sappiamo che le risposte sono negli sguardi delle donne sedute sulla soglia di casa, nelle corse dei ragazzini che aspettano il laboratorio, nei passi dei contadini che ci portano olio e vino, ma anche nella meravigliosa processione di artisti, docenti, pedagoghi, semplici visitatori che arriveranno puntuali per partecipare al nuovo evento.

E, come la lucertola di Petra, posta a sentinella della grande cattedrale di pietra, accompagna il visitatore, noi li aspettiamo per condividere una nuova visione.

2006

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Montone nel suo continuo peregrinare torna sul tema del viaggio. Cos'è questo luogo se non un crocevia fuori dal tempo,fuori dal quotidiano?

E ilFestival si tramuta così anche in un arrivo,  dove si può fare ed essere ciò che si vuole. Dove si può essere altro. Travestirsi da attore o da poeta, da spettatore o da curioso, reccogliere, conservare, immagazzinare, oppureanche non essere e non fare niente.

 

2007

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Quando abbiamo iniziato a lavorare per questa edizione del festival, siamo stati giorni e giorni ad interrogarci su quale sarebbe potuto essere il carattere della nuova manifestazione. Che vestito avrebbe indossato Montone quest'anno? Nomi, idee. orientamenti si awicendavano nelle nostre teste generando notti insonni, e, talvolta discussioni animatissime. Nuove proposte si mescolavano a percorsi già fatti, a temi già trattati, a discorsi che, soli, non rappresentavano quello che il festival era, ed è per noi. Stavamo sbagliano ogni cosa. Montone il suo vestito l'aveva già scelto da tempo, l'aveva, negli anni, cucito meticolosamente, pezza dopo pezza.

Semplicemente, Montone "Tra il sole e la Luna", aveva creato il proprio Solstizio.

11 giorno del solstizio d'estate era, nella tradizione popolare. considerato il giorno magico per eccellenza, il giorno delle streghe e dei miracoli, quello in cui le anime uscivano dalla caverna cosmica e in cui venivano festeggiate con fuochi e canti.

Il festival di Montone segna per noi, e per la gente ad esso affezionata da anni, un momento ugualmente speciale dell'anno, Il momento magico, quello delle anime libere, dei miracoli e della festa che trova il suo apice con il ballo della Pupa.


È per questo motivo che quest'anno è nato il Solstizio d'Estate, per lasciare che non sia una definizione ad orientare i visitatori, perché "Tra il Sole e la Luna" parli liberamente, con la propria lingua, con il proprio carattere.
Sono stati, per la prima volta. il valore degli spettacoli e delle opere esposte a creare il carattere di questa edizione, e non viceversa. Nessun condizionamento, nessun limite se non il lavoro, la ricerca, la passione. Sono questi nel teatro, cosi come nelle arti visive, gli ingredienti della pozione magica. E sono questi ingredienti che il festival di Montone, anno dopo anno, si è cucito addosso, con umiltà, con fiducia, con la speranza che il proprio viaggio sia, ogni stagione. !'inizio di un nuovo viaggio, con la speranza che ogni anno awenga la stessa meravigliosa fusione tra l'uomo e l'arte.

2008

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Quella di Montone è sempre stata una realtà anomala nel territorio, isola "eccentrica" in cui alla fiera e alla sagra si rispondeva con cultura e innovazione. Il suo essere unico ha determinato, nel corso della propria esistenza lotte aspre; per farsi accettare prima, per farsi riconoscere poi.
Sopravvivere in una società in cui le parole d'ordine: business, guadagno, potere, denaro, sono diverse da quelle di terra, tradizione, memoria, tipiche del proprio essere, è arduo; e diciotto anni di storia parlano di un luogo diventato necessario proprio alla luce di quello che la vita di tutti i giorni ci offre.
Il brutto anatroccolo in cui stentavano a credere persine i propri genitori si è trasformato in cigno, a cui oggi non si può impedire di volare.
Se siamo ancora qui, con una nuova edizione, stando attenti anche al centesimo di euro, ripetendoci tuttavia che la cultura non dovrebbe avere prezzo; se, nonostante rimasti in pochi, esiste ancora un gruppo di persone pronto a mettersi in gioco, a dare il massimo trascurando famiglie, vita, lavoro, è perché il festival per noi, e per la gente di Montone, è diventato indispensabile. Fa parte delle
nostre vite come un figlio, un amico, un sogno, fa parte della memoria della campagna da cui prende vita, di quelle estati vissute intensamente "tra il sole e la luna". È la nostra festa, e quella di ogni Ulisse che, come noi, non può far a meno di continuare a viaggiare.

1991 Agosto

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Non sappiamo ancora bene se il paesaggio della nostra viw sia diventato più ricco: certamente è diventato più vario e più rapido nei cambiamenti, simile a quello che un viaggiatore può notare volgendo l'occhio fuori dei finestrini del treno o dell'automobile che lo trasporta. Colli, paesi, cittàstrade, case, gente, tutto passa rapido davanti ai nostri occhi ed un piccolo centro appollaiato sulla cima di un colle come Montone corre il rischio di non essere nemmeno visto, come se neppure esistesse, o di essere appena un nome della segnaletica stradale.

Montone non è un'eccezione, la nostra esistenza è fatta di momenti sempre più effimeri e anonimi. L'iniziativa di cui proprio Montone, per molti solo un nome in una carta geografica, si fa portatore, vuole lottare contro tutto questo ed affermare il vitale diritto a vivere la nostra esperienza individuale e sociale in modo non banale, a ricostruire dentro ed attorno a noi quella trama di ricordi, di attese e di emozioni che danno un senso alle nostre giornate.

In nome dell'arte innanzitutto, ma anche in nome di una cordialità e di una fiducia reciproca e della riscoperta di tutto ciò che è semplice ed autentico e richiede da parte nostra solo un gesto di simpatia e di modestia.

Non sappiamo se le attività artigiane che per alcuni giorni si trasferiranno a Montone saranno di soddisfazione per tutti, non sappiamo se le strutture e gli spettacoli piaceranno, tra la gente ed una certa cultura c'è da tempo un'incomprensione che non è soltanto imputabile ad una limitata preparazione del pubblico. Ma l'avere animato per alcuni giorni le strade di un piccolo paese in un incomparabile paesaggio, è un gesto di fiducia, è una sfida irrinunciabile a cercare un dialogo ed a ritrovare un sapore, che può sembrare d'altri tempi, e che non è invece che la costante del nostro bisogno di umanità, della nostra perenne sete di poesia.

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